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Colloide
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top
Un mwcacolloide (o mwcqsistema colloidale) è una particolare mwcgmiscela in cui una sostanza si trova in uno stato finemente mwcwdisperso, intermedio tra la mwdasoluzione e la mwdqdispersione. Questo stato "micro eterogeneo" consiste quindi di due sostanzemwdg : una sostanza di dimensioni microscopiche (diametro da mwdw88 nm a mwea1 μm)cite-ref-1[1] e una sostanza continua disperdente.
| Dimensione particella | Dimensione particella | Dimensione particella | Dimensione particella | Dimensione particella |
|---|---|---|---|---|
| < 10 −9 m | 10 −9 - 10 −6 m | > 10 −6 m | | |
| Soluzione | Colloide | Sospensione eterogenea | | |
La differenza con le mwkasoluzionimwkq consiste nel fatto che queste ultime sono mwkgsistemi omogenei contenenti ioni o molecole di mwkwsoluto disperse in un solvente libere di muoversi le une rispetto alle altre; esse risultano inoltre limpide, sottostanno alle leggi dell'mwlaebullioscopia e mwlqcrioscopia, e hanno mwlgtensione di vapore e mwlwpressione osmotica regolari. I mwmasistemi colloidali, invece, sono mwmqsistemi eterogenei, che si presentano torbidi, non seguono le precedenti leggi e presentano tensioni di vapore e pressione osmotica non regolari.
| Tipi di dispersioni colloidali | Tipi di dispersioni colloidali | Tipi di dispersioni colloidali | Tipi di dispersioni colloidali | Tipi di dispersioni colloidali |
|---|---|---|---|---|
| Fase dispersa | Fase continua | Nome | Esempio | |
| Liquido | Gas | Aerosol liquido | Nebbia , spray liquidi | |
| Solido | Gas | Aerosol solido | Fumo , particolato , polvere | |
| Gas | Liquido | Schiuma | Schiuma da barba , panna montata | |
| Liquido | Liquido | Emulsione | Latte , maionese , sangue | |
| Solido | Liquido | Sol | Pasta dentifricia , Au o Ag colloidali | |
| Gas | Solido | Schiuma solida | Polistirene o poliuretano espansi, aerogel | |
| Liquido | Solido | Gel | Opale , formaggio | |
| Solido | Solido | Sol solido | Plastiche pigmentate, vetro | |
Contents
• Storia
• Note
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Storia
I primi studi sistematici sui colloidi sono dovuti all'italiano mwlqFrancesco Selmi il quale nel quinquennio mwlg1845-mwlw1850 pubblicò numerosi lavori sui colloidi inorganici, in particolare sul mwmacloruro d'argentocite-ref-2[2], sul mwnqBlu di Prussiacite-ref-3[3] e sui composti dello mwogzolfo (questi ultimi in collaborazione con mwowAscanio Sobrero), individuando le principali proprietà distinguendo tra le mwpasoluzioni vere e le pseudosoluzionicite-ref-4[4]. Il termine "colloide" si deve al chimico scozzese mwqqThomas Graham il quale cominciò i primi studi sui colloidi attorno al mwqg1860: egli divise le sostanze in due categorie in base alla loro capacità di attraversare particolari membrane animali e vegetali, tramite processo di mwqwdialisi, denominando mwracristalloidi quelle capaci di attraversarle e mwrqcolloidi le altre. Tale distinzione risultò però insufficiente in quanto una stessa sostanza può dar luogo a soluzioni colloidali in acqua e non colloidali con altri solventi. Per tale motivo si preferisce parlare di mwrgsistemi colloidali, indicando con tale termine quei sistemi che presentano un insieme di proprietà quando determinate sostanze vengono poste in soluzione.
In particolare, i mwsacolloidi liofobi sono sistemi colloidali caratterizzati da scarsa affinità tra la fase dispersa e quella disperdente, per cui risultano instabili e tendono a dar luogo a una separazione di fase nel tempo. Esempi di colloidi liofobi sono rappresentati dalle soluzioni colloidali di elementi come mwsqoro, mwsgargento, mwswmercurio, mwtazolfo, composti quali mwtqsolfuri metallici, mwtgalogenuri di argento e mwtwidrossidi di mwuaferro o mwuqalluminio.
I mwuwcolloidi liofili sono invece caratterizzati da elevata affinità tra fase dispersa e fase disperdente, per cui questi sistemi colloidali possono considerarsi omogenei. Messi in soluzione si rivestono di uno strato di molecole di solvente (solvatazione) e diventano così pseudo-solubili ovvero sembrano solubili. Esempi di colloidi liofili sono rappresentati dalle soluzioni di molti mwvapolimeri naturali (es. mwvqgomma, mwvgamido) o sintetici (mwvwnylon, mwwapolietilene), in ambito mwwqbiochimico da soluzioni come quelle formate dalle mwwgproteine, dai mwwwpolisaccaridi e dagli acidi nucleici, e ancora dalle soluzioni dei mwxasaponi e dei mwxqdetergenti sintetici.
Proprietà dei colloidi
Le forze che entrano in gioco nei fenomeni colloidali coinvolgono: interazioni mwzqelettrostatiche, forze mwzgentropiche, la mwzwtensione superficiale.
Una delle proprietà caratteristiche che serve a distinguere i sistemi colloidali dalle soluzioni vere è l'mw0qeffetto Tyndall: quando un raggio di luce attraversa un liquido puro o una soluzione vera il suo percorso non è visibile lateralmente perché le particelle in soluzione sono troppo piccole per diffondere la luce. Nei sistemi colloidali invece le dimensioni delle particelle sono in grado di diffonderla per cui il suo percorso è visibile lateralmente (questa è la ragione per cui, per esempio, il latte si mostra torbido e biancastro).
Spesso la fase dispersa assume strutture di organizzazione supramolecolare di tipo mw0wmicellare.
La distruzione di un colloide si può ottenere per riscaldamento o per aggiunta di un mw1qelettrolita, dando vita a fenomeni di mw1gcoagulazione o di mw1wflocculazione. Se il processo è di tipo reversibile, nel senso che è possibile ripristinare il sistema colloidale originario, si parlerà allora di peptizzazione.
I mw2gcolloidi protettori (ad esempio, la mw2wgelatina) sono sostanze utilizzate per aumentare la stabilità dei sol, per effetto protettivo dovuto all'impedimento dell'aggregazione. Il mw3anumero d'oro è l'unità di misura dell'azione stabilizzante e corrisponde ai mw3qmilligrammi di mw3gsostanza secca necessari per impedire il viraggio, dal rosso all'azzurro, di 10 mw3wml di un sol standard di oro colloidale quando a essi viene aggiunto 1 ml di soluzione al 10% in peso di mw4acloruro di sodio.
Note
cite-note-11. ↑ mw5wThe International Union of Pure and Applied Chemistry (IUPAC), mw6amw6qIUPAC - colloidal (C01172), su mw6ggoldbook.iupac.org. mw6wURL consultato il 12 ottobre 2022.
cite-note-22. ↑ Francesco Selmi, mw7wStudj sulla dimulsione di cloruro d'argento, Nuovi Annali delle Scienze Naturali di Bologna, fasc. di agosto 1845.
cite-note-33. ↑ Francesco Selmi, mw8wStudio intorno alle pseudo-soluzioni degli azzurri di Prussia ed alla influenza dei sali nel guastarle, Bologna: Tipi Sassi, 1847.
cite-note-44. ↑ Francesco Selmi, mw9wIntorno ai vocaboli precipitazione e coagulazione adoperati indistintamente a significare il deporsi dell'albumina da un menstruo allo stato insolubile: considerazioni presentate alla R. Accademia di Scienze, Lettere ed Arti di Modena nell'adunanza del 30 marzo 1842, e lette nel congresso scientifico italiano riunitosi in Padova nel settembre dello stesso anno da Francesco Selmi, Modena: Pei Tipi della R.D. Camera, 1843.
Bibliografia
• Duncan J. Shaw, mw-wIntroduction to Colloid and Surface Chemistry (1966, Third edition 1980), Butterworths & Co.; ISBN 0-408-71049-7
• Lyklema, J. mw-gFundamentals of Interface and Colloid Science, vol.2, page.3.208, 1995
• Hunter, R.J. mwaqaFoundations of Colloid Science, Oxford University Press, 1989
• Dukhin, S.S. & mwaqiDerjaguin, B.V. mwaqmElectrokinetic Phenomena, J.Willey and Sons, 1974
• Russel, W.B., Saville, D.A. and Schowalter, W.R. mwaquColloidal Dispersions, Cambridge, 1989 University Press
• Kruyt, H.R. mwaqcColloid Science, Volume 1, Irreversible systems, Elsevier, 1959
• Dukhin, A.S. and Goetz, P.J. mwaqkUltrasound for characterizing colloids, Elsevier, 2002
• Rodil, Ma. Lourdes C., mwaqsChemistry The Central Science, 7th Ed., 1997, Prentice Hall College Div., ISBN 0-13-533480-2
• Evans, D. Fennel, Wennerström, H., The Colloidal Domain: Where Physics, Chemistry, Biology and Technology Meet, 2nd Ed., Wiley-VCH, 1999
Voci correlate
Altri progetti
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Collegamenti esterni
• citerefbritannica-com(EN) colloid, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• mwaryFun Science Gallery - Fenomeni di superficie e colloidi, su funsci.com. URL consultato il 19 ottobre 2010 (archiviato dall'url originale il 21 ottobre 2010).